Pubblicato da: Martina su: 6 novembre, 2007
Il rimpianto è retto
da leggi matematiche concrete che assicurano e rassicurano
che avere trent’anni e rimpiangere i dieci
che averne quaranta e pensare ai venti
sprigionati dalle tue grandi mani
è normale, direi quasi banale, direi quasi retorico ma essenziale.Un professore tedesco col nome impronunciabile
ci aggiungerà le X
ci aggiungerà le altre mille incognite
che altro non sono
che le mille e mille volte in cui avremmo potuto cambiare il corso degli eventi
e gli eventi ventimila, appunto, hanno cambiato me
hanno cambiato anche te.Abbiamo scelto strade diametralmente opposte
ma ci hanno assicurato che il mondo è tondo
e ci rincontreremo e ci riconosceremo perchè
avrai scelto ancora la tua camicia nera
la stessa che indossavi quello strano pomeriggio di settembre seduta in quel caffè
tu che parlavi e io sorseggiavo te.Ora provate a contare insieme a noi
i giorni gli anni e i mesi e le ore perse dietro a lei
che non degnava il nostro sguardo di alcuno sguardo
Ora a novant’ anni capisco perchè:
i sui occhi erano verdi, i miei erano blu
magra consolazione ma non ne conosco più.Sono vecchio e malato ma prima di morire
vi chiedo soltanto un’ultima cortesia
che sulla mia tomba sia lasciata una X
non tanto, non solo, perchè sono stato
un signor nessuno per tante, fin troppe stagioni
ma perchè voglio aiutare i professori del rimpianto.
Porta una X, un’incognita di me.(Venti – Piccola Compagnia Instabile)
mARTINA…qui per caso…e che emozione trovarci incastonata dentro, una mia canzone…Matteo, Instabile Re
c’è qualcosa che non va…mi sento rubata della mia esistenza…il vento…è la mia passione…hai una frase di eros all’inizio del blog…e credi in qualcosa…ti chiami anche come me!! XD …i casi della vita… ^^
8 novembre, 2007 a 1:37 am
Il tuo post mi mette una debole tristezza…
(la foto è tua?)