Buongiornomartina.

Archive for ottobre 2007

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Quando sono innamorata vorrei tanto che qualcuno di cui mi fido, estraneo al mio innamoramento, mi prestasse i suoi occhi e mi facesse vedere quello che io non vedo a causa dei miei occhi foderati.

“Martina mia, l’amore è così, non ha regole… La sua manifestazione può nascondersi sotto diverse forme… Stai tranquilla e sii fiduciosa… Comprendi quello che vuoi e lotta per averlo.”

*verso tratto da un testo dei SudSoundSistem e che significa: “perchè la vita è dura ed è meglio saper amare, anche quando sembra che sia impossibile…”

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E’ arrivata la goccia che ha fatto traboccare il mio vaso della sopportazione! E ora lo svuoto tutto, una volta per tutte, così che possa sfogarmi per bene su quest’argomento.

Leggo giorni fa questo post di Trentamarlboro che si “commenta” da solo e commenta è tra virgolette perchè basta leggere anche i commenti per farsi un’idea.
Siamo d’avanti ad una discussione sulla classifica blogbabel e un’ottantina di commentatori impazziti che si azzuffame zitelle… Come al solito mi chiedo (invano perchè mi sembra che nessuno lo capisca) come mai, senza fare tante polemiche, ognuno non legge i blog che gli interessano e lascia perdere gli altri? Internet è un mondo libero e ognuno è libero, in un mondo libero, di scrivere cazzate, di cliccare sui blog senza leggerli, di mercanteggiare link e quant’altro. Io, se finisco su un blog che non gradisco, me ne vado dopo 1 sec, se mi piace lo aggiungo nei miei preferiti e lo visito quando e come voglio e credo che sia un comportamento ideale da avere, senza stare lì a menarsela su chi riceve più visite o su chi è più in alto in classifica…

Poi, giorni dopo, esce il DDL Levi-Prodi sui blog. Se n’è parlato fino alla nausea e anche in questo caso leggo stronzate su stronzate del tipo nei commenti di questo post di severine, un certo pbeneforti che scrive “mavalà, quel DL c’entra niente coi blog. Questo allarmismo è solo demagogia” (e già per il semplice fatto che omette il NON scrivendo “c’entra niente” anzichè “NON c’entra niente”, mi sta altamente sulle balle) e poi ancora: “però è divertente vedere la blogosfera che diventa isterica per ragioni inesistenti”
Se ne parla, e ne parlo anche io, semplicemente perchè è assurdo solo pensare che questi politici ignoranti perdano tempo a fare leggi così buffe e stupide, che mettono in discussione la libertà di internet, mezzo che i politici non conoscono e quindi non possono permettersi neppure di pensare di poterlo controllare.

La cosa che davvero mi fa incazzare come un iena (e non è una metafora) è che questo DDL è stato lo spunto per riflettere sul mondo internet e nessuno ha afferrato il concetto, men che meno questo pbeneforti dei commenti.

Al di là della legge in sè, tutti dovete riflettere sul fatto che internet è un posto libero da qualsiasi morale possibile immaginabile, internet non può essere pensato come un posto in cui qualcuno dice cosa è bene e cosa è male, non si può credere di poter creare delle classi di qualità, non si può pensare minimamente di poter censurare o decidere di applicare qualsiasi forma di governo (non inteso nel senso politico ma nel senso di gestione). Internet è un posto libero, libero, libero e non mi stancherò mai di scriverlo perchè noto che troppa gente continua a non capirlo.

Internet è il posto più democratico che esista e mi sorprende che utilizzatori di questo potente mezzo non se lo stampino nella loro cazzo di testa e continuino a scrivere cretinate credendo di poter dispensare morale su cosa è bene scrivere o su come è bene utilizzarlo.

Poi oggi arriva la notizia bomba e cioè che Babsi Jones (colei che grazie ad internet è riuscita a crearsi un personaggio e a farci bei soldi, la regina dei tags -della serie qualsiasi parola metti sul motore di ricerca ti rimanda al suo blog-, colei che per prima ha iniziato l’opera ridicola di moralizzatrice) ha deciso di chiudere il suo blog e di ritirarsi a vita privata! Dio sia lodato, una patetica in meno.
Nel suo post di commiato scrive cose che mi fanno davvero ridere tipo:

“[…] apprendo che in Italia ci sono 58 milioni di abitanti e si pubblicano 55mila libri l’anno. Ogni cittadino italiano, neonati e ultracentenari compresi, è potenziale lettore di 1054 testi ogni dodici mesi. Questa cifra, di per sé, ci restituisce tutta l’assurdità del meccanismo editoriale del nostro (brutto) Paese, e non basta. Ai 55mila libri pubblicati ogni anno, di diritto vanno aggiunte le cosiddette “pubblicazioni dal basso”, ovvero i blog, i siti personali, i wiki, che […] raggiungono ormai cifre da capogiro: se non erro, 300mila blog soltanto su una piattaforma delle moltissime disponibili. Anche operando una selezione, e tenendo conto solo dei blog e dei wiki aggiornati con una certa frequenza, siamo ormai nell’ordine delle decine di migliaia di post quotidiani (e mi riferisco, ovviamente, solo ai post in lingua italiana). Io ho cominciato a chiedermi che senso avesse tutto questo quando mi sono resa conto che, per leggere soltanto i blog che mi sembravano interessanti, avrei avuto bisogno di quattro, cinque ore libere ogni giorno. A me sembra abbastanza palese che qualcosa nel meccanismo (sociale, innanzitutto) si sia irrimediabilmente guastato, che sia avvenuto un corto circuito di stampo warholiano: i famosi quindici minuti di fama che spetterebbero a ognuno si sono trasformati in 15 volumi di scrittura. Nel momento in cui esistono più scrittori che lettori è evidente che il senso della letteratura, della narrazione e dell’affabulazione va perduto, per lo meno il senso che io credevo avesse. Ognuno affabula di sé e per sé, ognuno compila il suo proprio manuale di etica e di filosofia; quello che Sartre auspicava come “progresso”, ovvero che ognuno diventasse, infine, “intellettuale di se stesso”, è accaduto: io non lo considererei un progresso, però. Anche ammettendo che davvero ognuno di noi abbia la capacità di pensiero e di affabulazione che ebbe Sartre (e mi pare abbastanza palese che non sia così; il 99% di questo Scrivere-In-Pubblico è regolato da un pressappochismo delirante, pressappochismo che è ben accetto e incoraggiato perché livella tutto al punto più basso; per cui, per scrivere della letteratura francese dell’800 non sarà più necessario compiere lunghi e faticosi studi; basterà dichiarare che si tratta di una letteratura “bellissima” o di una letteratura “mortalmente noiosa” per venir considerati dei critici arguti; il meccanismo non si distingue da quello che ha prodotto i tuttologi che hanno ammorbato le nostre televisioni fino a renderle inguardabili) resta il problema di come gestire un horror pleni nel quale nessuno di noi ha più tempo né energie per fermarsi su un’idea, su una creazione e renderla patrimonio collettivo. Ognuno urla la propria idea, ognuno declama la propria fabula, e la cacofonia che otteniamo è quella che ci ostiniamo a chiamare “democrazia”. Mi si dirà: questo è a tutti gli effetti il Nuovo Mondo Democratico. Posto che avrei qualcosa da obiettare (questo privilegio di pubblicazione e di esposizione del sé è limitato a un quinto del pianeta; i rimanenti quattro quinti sono, per nostra indiscutibile responsabilità, incastrati in un muto e mortale medioevo, dove le priorità sono la sopravvivenza e il riscatto dalla schiavitù), se davvero fosse questo, il Nuovo Mondo Democratico, io lo troverei aberrante. Lo trovo aberrante, e nel concreto non vedo via d’uscita che non sia quella di abbandonare questo “primo mondo” e di andare a cercare altrove un senso, un altro modo, un altro tempo. Per questa ragione faccio una scelta che ad alcuni potrà sembrare paradossale […], ma che è, a mio modesto modo di vedere, l’unica scelta dignitosa che ci resta: smetto, almeno io, di alimentare questo horror pleni, e ascolto la voce di Heiner Müller che chiede di lavorare alacremente per l’invenzione, o la re-invenzione, del silenzio.”

Io avrei solo da chiederle una semplice cosa: (ma lei ha chiuso i commenti da molto tempo perchè è una snob del cazzo, come già ho avuto modo di dirle in passato) “chi sarebbe la persona o il metro di giudizio che dovrebbe decidere come sfoltire i troppi libri pubblicati e i troppi blog presenti per rendere l’horror pleni a lei più gradevole?”

Questa idea di sfoltimento millantata da questa pazza (ma come lei ce ne sono altri in giro per il web che pensano la stessa cosa) mi fa davvero cagare addosso, questa idea di sfoltire, per dirla con le sue parole, il 99% di questo Scrivere-In-Pubblico regolato da un pressappochismo delirante, pressappochismo che è ben accetto e incoraggiato perché livella tutto al punto più basso.

Ma chi cazzo sei te per dire questo? chi cazzo siamo noi per giudicare gli altri? Su internet non vige nessuna legge. E questo è fantastico. Le parole di queste persone (e anche le mie), possono valere niente, come possono valere tanto.

Ribadisco il mio pensiero, l’ho già scritto ma lo ribadisco perchè per me è importante:

Purtroppo finchè non si capirà che internet è un posto libero (nel bene e nel male) ed un posto la cui grandezza è data dal fatto che è un posto libero (nel bene e nel male) non ci sarà discusione possibile.

La genialità e la grandezza di questo potente mezzo è data dalla sua totale libertà.

Non credo e mai crederò nella necessità di controlli di questo potente mezzo, anche quando è usato per motivi malefici, non perchè io sia a favore di questi, ma perchè è il prezzo da pagare per la sua libertà.

Io non mi illudo che qualcuno capirà finalmente questo mio pensiero che dovrebbe essere (e lo dico forse peccando di presunzione), l’unica regola di internet e porre fine a tutte queste sfilate di cretinate che ogni tanto si leggono.

Lascerò questo post abbastanza giorni in bella vista in modo che abbiate il tempo di leggerlo per bene e di riflettere… io me ne vado per un po’ lontana da tutte queste stronzate…

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Quale occasione migliore per fare una delle poche esperienze che vorrei fare ma che non oso sperare: LA GALERA!!

Io non mi muovo da qui finchè non vengono a prendermi a casa!! 😉

Leggo su questo Blog un pensiero che condivido:

 

“Un signor Nessuno, eletto da nessuno, che si chiama Ricardo Franco Levi ci ha rassicurato.
Il disegno di legge Levi-Prodi per imbavagliare la Rete farà il suo percorso, ma sarà sereno. In caso di dubbi sulle finalità di un sito o di un blog ci penserà l’Autorità per le Comunicazioni. Sentite le parole di questo paraculo prodiano: “Distinguere tra attività editoriale e privata non è semplice. Per questo sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare quali siti o blog siano tenuti all’iscrizione”.
Non solo fanno leggi non previste dal programma di governo, in silenzio, per non essere disturbati. Ma ci prendono anche per il culo. Levi, le do un consiglio: si tolga dalle palle, ma presto, torni alla panchina del parco dove l’ha raccattata il suo amico Prodi. Questa legge va CANCELLATA. Se volete, cari amici dell’Unione, discutetevela tra di voi nel nuovo loft del Partito Democratico, ma non fateci perdere tempo.”

Ma chi è questo qua? Che vuole? Ma sto sognando oppure è tutto vero?

Dai commenti dei questo post mi nasce spontanea un’ osservazione:

scrivono: “Però penso che tutta questa vicenda possa e debba farci riflettere sulla portata dei blog che tutti noi gestiamo. Sono delle belle cose, piacevoli, interessanti, utili, divertenti, che stanno avendo un successo ed una crescita esponenziale in questi ultimi anni. Però mi sembrerebbe non del tutto corretto pensare un blog come un porto franco in cui esprimersi in assoluta, totale libertà” e io mi chiedo: “Perchè? A chi dovremmo dare conto per quello che scriviamo? Chi può decidere cosa è bene che io scriva sul mio blog? Questa io la chiamo CENSURA ed è una delle cose più terribili che io conosca”

Poi scrivono: “Quindi in conclusione penso sia giusto vivere la gestione di un blog come un gesto “responsabile”, nell’accezione più generale e nobile che si possa dare a questo termine.” e io dico: “Tutto è relativo, siamo tutti diversi, tutti con metri di giudizio diversi, tutti con una legge morale e un senso di responsabilità diversi e questo è un bene, è sinonimo di democrazia e di diversità ed è una delle cose migliori del mondo”

Purtroppo finchè non si capirà che internet è un posto libero (nel bene e nel male) ed un posto la cui grandezza è data dal fatto che è un posto libero (nel bene e nel male) non ci sarà discusione possibile.

La genialità e la grandezza di questo potente mezzo è data dalla sua totale libertà.

Non credo e mai crederò nella necessità di controlli di questo potente mezzo, anche quando è usato per motivi malefici, non perchè io sia a favore di questi, ma perchè è il prezzo da pagare per la sua libertà.

E’ questo il mio pensiero.

Se volete firmare la petizione fatelo!

*la vignetta è di emmeppi

Anche se non voglio torno già a volare.
Un giorno, che avevo rotto col passato,
quando già credevo di esserci riuscita, son caduta.
Non è come io la penso ma il sentimento era già un po’ troppo denso e son restata…
Sono al buio e penso a te, chiudo gli occhi e penso a te, io non dormo e penso a te
Le mie mani come vedi non tremano più
e ho nell’anima, in fondo all’anima, cieli immensi e immenso amore…
fiumi azzurri e colline e praterie dove corrono dolcissime le mie malinconie
l’universo trova spazio dentro me
Che cosa vuoi da me? Cosa pretendi da me?
Ma che disastro! Io mi maledico
Mi sono innamorata di chi? Troppo docile, non fa per me…
Che non si muore per amore è una gran bella verità
perciò dolcissimo mio amore ecco quello che da domani mi accadrà:
Io vivrò senza te anche se ancora non so come io vivrò.
Sola continuerò, e dormirò, mi sveglierò, camminerò, lavorerò,
qualche cosa farò,
piangerò, sì, io piangerò.
E se ritorni nella mente basta pensare che non ci sei, che sto soffrendo inutilmente perchè so vivere sola
Domandarsi perche’ quando cade la tristezza in fondo al cuore, come la neve, non fa rumore
E stringere le mani per fermare qualcosa che e’ dentro me ma nella mente tua non c’e’
e chiudere gli occhi per fermare qualcosa che e’ dentro me
Mi ritorni in mente
Ancora tu, non mi sorprende, lo sai?
Ancora tu, ma non dovevamo vederci più?
E come stai, domanda inutile, stai come me e ci scappa da ridere
Le conseguenze spesso fan soffrire, a turno ci dobbiamo consolare e tu mi consoli perché ci ritroviamo sempre soli.
ci ritroviamo come al solito poi…

Questa è la storia di tutti coloro che in amore sbandano sempre, non frenano mai e sbattono e poi si ritrovano, alla fine, a consolarsi sempre allo stesso modo e cioè ritornando tra le braccia delle persone sbagliate ma che ci sono sempre, ma che comunque rimangono sbagliate.

Io oggi però ho detto no, per la prima volta davvero sinceramente.

*il titolo mi piace a prescindere, e oggi mi piace anche la parola prescindere che mi ha salvata. Inoltre per scrivere questa storia ho usato solo versi di Lucio Battisti (è giusto dirlo ad onor del vero, e oggi ho detto la verità)

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Alle 15.00 ho incontrato la prof per la tesi, mezz’ora dopo esco dal suo studio piena di mille cose da fare e la mia vita incasinata del 500% a causa delle sue richieste… ma alla fine me la sono cercata sta tesi assurda quindi non mi lamento.

Convergo verso l’ufficio postale e mentre cammino mi imbatto in un negozio di articoli per decoupage e pittura, allora mi viene in mente che ho una sedia in legno un po’ malandata che sarebbe ora di restaurare. Entro esaltatissima ed esco con 4 fogli di carta decorata, un barattolo di colla, un pennello e 2 rotoli di nastro adesivo (tot 16euri)

Nel mio portafoglio rimangono 5 euri tondi tondi

Ricomincio a camminare verso l’ufficio postale e vedo un supermercato e mi ricordo che devo comprare le teglie in alluminio rotonde per cucinare una torta salata ed entro acquistando teglie, pocket coffee e una bottiglietta d’acqua (totale 4euri circa)

Nel mio portafogli rimangono 1 euro e pochi cent.

Arrivo vicino al bancomat e il prelievo è fuori servizio (tanto per cambiare, provare per credere: uffico postale di via Adelchi a Milano, prelievo SEMPRE non disponibile)

Entro nell’ufficio per pagare un bollettino e fare una raccomandata. Arriva il mio turno e dico alla vecchia dietro al vetro che pago tutto in bancomat.

Inizia a sbuffare e a dire che la raccomandata si può pagare solo in contanti, le dico che allora mi deve fare il piacere di farmi prelevare perchè non ho soldi, ari-sbuffa e mi chiede se è mai possibile che io non abbia 3,60 euri nel portafoglio, le dico che non ce li ho e che il prelievo era fuori servizio quindi devo prelevare da lì (che tra l’altro è il suo lavoro!!!!)

Finisco tutto ed esco.

Morale: ero esaltata per la tesi, il decoupage e la mia torta salata e quella stronza mi ha fatto venire un nervoso inutile e immeritato.

Vaffanculo!

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Costruisco barche di carta per prendere il largo

ma, a volte, non riesco a farmi leggera

e loro non mi sorreggono

allora, torno stremata a riva…

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Se vi siete addormentate truccate, nello specchio vedrete un’ immagine di voi simile a quella di un pugile dopo un incontro.
Cosa fare:
1)Scordatevi di trovare in giro una fascia per capelli o una pinza e roba varia (a meno che lui non ha la chioma incolta e quindi potrete già ritenervi molto fortunate) allora, molto semplicemente, prendete un asciugamano e avvolgete i capelli come dopo la doccia.
2)Cercate tra i saponi quello più adatto per lavarvi il viso, male che vada prendete un po’ di bagnoschiuma. Il trucco se ne andrà tutto (e lui potrebbe non riconoscervi!!) ma almeno avrete fatto un favore alla vostra pelle.
3)Cercate un briciolo di crema perchè se no la pelle vi tirerà da morire, anche una puntina di crema per il corpo va bene, e fidatevi che gli uomini d’oggi hanno qualche cremina da offrirvi.

Se non avete lo spazzolino dietro (perchè non era in programma il non ritorno nella vostra casetta) mettete un po’di dentifricio sul dito e lavatevi i denti un po’ alla buona, poi mettete un po’ d’acqua in bocca a fate qualche strano movimento di risciacquo. Non sarà un metodo raccomandato dall’associazione dentisti italiani ma meglio di niente…

*se fossi Geppi Cucciari potrei ricavarne, da questa esperienza, un divertentissimo sketch


DICO QUEL CHE PENSO E FACCIO QUELLO CHE DICO L'AZIONE E' IMPORTANTE, SIAMO UOMINI TROPPO DISTRATTI DA COSE CHE RIGUARDANO VITE E FANTASMI FUTURI MA IL FUTURO E' TOCCARE, MANGIARE, TOSSIRE, AMMALARSI D'AMORE...

Movimento Ammazzateci Tutti

Noi siamo sangue del tuo sangue!

immag000.jpg Grazie Danilo!

Rainer Maria Rilke

Sii paziente verso tutto ciò che è irrisolto nel tuo cuore e.../ cerca di amare le domande, che sono simili a/ stanze chiuse a chiave e a libri scritti in una lingua straniera./ Non cercare ora le risposte che non possono esserti date/ poiché non saresti capace di convivere con esse./ E il punto è vivere ogni cosa. Vivi le domande ora./ Forse ti sarà dato, senza che tu te ne accorga, di vivere fino al/ lontano giorno in cui avrai la risposta.

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