Buongiornomartina.

[non so che titolo dare, vi chiedo solo di leggerlo -ma fino in fondo- altrimenti non ha senso e qualsiasi commento lascerete sarà off-topic e stavolta, a malincuore, lo cancellerò]

Posted on: 22 ottobre, 2007

E’ arrivata la goccia che ha fatto traboccare il mio vaso della sopportazione! E ora lo svuoto tutto, una volta per tutte, così che possa sfogarmi per bene su quest’argomento.

Leggo giorni fa questo post di Trentamarlboro che si “commenta” da solo e commenta è tra virgolette perchè basta leggere anche i commenti per farsi un’idea.
Siamo d’avanti ad una discussione sulla classifica blogbabel e un’ottantina di commentatori impazziti che si azzuffame zitelle… Come al solito mi chiedo (invano perchè mi sembra che nessuno lo capisca) come mai, senza fare tante polemiche, ognuno non legge i blog che gli interessano e lascia perdere gli altri? Internet è un mondo libero e ognuno è libero, in un mondo libero, di scrivere cazzate, di cliccare sui blog senza leggerli, di mercanteggiare link e quant’altro. Io, se finisco su un blog che non gradisco, me ne vado dopo 1 sec, se mi piace lo aggiungo nei miei preferiti e lo visito quando e come voglio e credo che sia un comportamento ideale da avere, senza stare lì a menarsela su chi riceve più visite o su chi è più in alto in classifica…

Poi, giorni dopo, esce il DDL Levi-Prodi sui blog. Se n’è parlato fino alla nausea e anche in questo caso leggo stronzate su stronzate del tipo nei commenti di questo post di severine, un certo pbeneforti che scrive “mavalà, quel DL c’entra niente coi blog. Questo allarmismo è solo demagogia” (e già per il semplice fatto che omette il NON scrivendo “c’entra niente” anzichè “NON c’entra niente”, mi sta altamente sulle balle) e poi ancora: “però è divertente vedere la blogosfera che diventa isterica per ragioni inesistenti”
Se ne parla, e ne parlo anche io, semplicemente perchè è assurdo solo pensare che questi politici ignoranti perdano tempo a fare leggi così buffe e stupide, che mettono in discussione la libertà di internet, mezzo che i politici non conoscono e quindi non possono permettersi neppure di pensare di poterlo controllare.

La cosa che davvero mi fa incazzare come un iena (e non è una metafora) è che questo DDL è stato lo spunto per riflettere sul mondo internet e nessuno ha afferrato il concetto, men che meno questo pbeneforti dei commenti.

Al di là della legge in sè, tutti dovete riflettere sul fatto che internet è un posto libero da qualsiasi morale possibile immaginabile, internet non può essere pensato come un posto in cui qualcuno dice cosa è bene e cosa è male, non si può credere di poter creare delle classi di qualità, non si può pensare minimamente di poter censurare o decidere di applicare qualsiasi forma di governo (non inteso nel senso politico ma nel senso di gestione). Internet è un posto libero, libero, libero e non mi stancherò mai di scriverlo perchè noto che troppa gente continua a non capirlo.

Internet è il posto più democratico che esista e mi sorprende che utilizzatori di questo potente mezzo non se lo stampino nella loro cazzo di testa e continuino a scrivere cretinate credendo di poter dispensare morale su cosa è bene scrivere o su come è bene utilizzarlo.

Poi oggi arriva la notizia bomba e cioè che Babsi Jones (colei che grazie ad internet è riuscita a crearsi un personaggio e a farci bei soldi, la regina dei tags -della serie qualsiasi parola metti sul motore di ricerca ti rimanda al suo blog-, colei che per prima ha iniziato l’opera ridicola di moralizzatrice) ha deciso di chiudere il suo blog e di ritirarsi a vita privata! Dio sia lodato, una patetica in meno.
Nel suo post di commiato scrive cose che mi fanno davvero ridere tipo:

“[…] apprendo che in Italia ci sono 58 milioni di abitanti e si pubblicano 55mila libri l’anno. Ogni cittadino italiano, neonati e ultracentenari compresi, è potenziale lettore di 1054 testi ogni dodici mesi. Questa cifra, di per sé, ci restituisce tutta l’assurdità del meccanismo editoriale del nostro (brutto) Paese, e non basta. Ai 55mila libri pubblicati ogni anno, di diritto vanno aggiunte le cosiddette “pubblicazioni dal basso”, ovvero i blog, i siti personali, i wiki, che […] raggiungono ormai cifre da capogiro: se non erro, 300mila blog soltanto su una piattaforma delle moltissime disponibili. Anche operando una selezione, e tenendo conto solo dei blog e dei wiki aggiornati con una certa frequenza, siamo ormai nell’ordine delle decine di migliaia di post quotidiani (e mi riferisco, ovviamente, solo ai post in lingua italiana). Io ho cominciato a chiedermi che senso avesse tutto questo quando mi sono resa conto che, per leggere soltanto i blog che mi sembravano interessanti, avrei avuto bisogno di quattro, cinque ore libere ogni giorno. A me sembra abbastanza palese che qualcosa nel meccanismo (sociale, innanzitutto) si sia irrimediabilmente guastato, che sia avvenuto un corto circuito di stampo warholiano: i famosi quindici minuti di fama che spetterebbero a ognuno si sono trasformati in 15 volumi di scrittura. Nel momento in cui esistono più scrittori che lettori è evidente che il senso della letteratura, della narrazione e dell’affabulazione va perduto, per lo meno il senso che io credevo avesse. Ognuno affabula di sé e per sé, ognuno compila il suo proprio manuale di etica e di filosofia; quello che Sartre auspicava come “progresso”, ovvero che ognuno diventasse, infine, “intellettuale di se stesso”, è accaduto: io non lo considererei un progresso, però. Anche ammettendo che davvero ognuno di noi abbia la capacità di pensiero e di affabulazione che ebbe Sartre (e mi pare abbastanza palese che non sia così; il 99% di questo Scrivere-In-Pubblico è regolato da un pressappochismo delirante, pressappochismo che è ben accetto e incoraggiato perché livella tutto al punto più basso; per cui, per scrivere della letteratura francese dell’800 non sarà più necessario compiere lunghi e faticosi studi; basterà dichiarare che si tratta di una letteratura “bellissima” o di una letteratura “mortalmente noiosa” per venir considerati dei critici arguti; il meccanismo non si distingue da quello che ha prodotto i tuttologi che hanno ammorbato le nostre televisioni fino a renderle inguardabili) resta il problema di come gestire un horror pleni nel quale nessuno di noi ha più tempo né energie per fermarsi su un’idea, su una creazione e renderla patrimonio collettivo. Ognuno urla la propria idea, ognuno declama la propria fabula, e la cacofonia che otteniamo è quella che ci ostiniamo a chiamare “democrazia”. Mi si dirà: questo è a tutti gli effetti il Nuovo Mondo Democratico. Posto che avrei qualcosa da obiettare (questo privilegio di pubblicazione e di esposizione del sé è limitato a un quinto del pianeta; i rimanenti quattro quinti sono, per nostra indiscutibile responsabilità, incastrati in un muto e mortale medioevo, dove le priorità sono la sopravvivenza e il riscatto dalla schiavitù), se davvero fosse questo, il Nuovo Mondo Democratico, io lo troverei aberrante. Lo trovo aberrante, e nel concreto non vedo via d’uscita che non sia quella di abbandonare questo “primo mondo” e di andare a cercare altrove un senso, un altro modo, un altro tempo. Per questa ragione faccio una scelta che ad alcuni potrà sembrare paradossale […], ma che è, a mio modesto modo di vedere, l’unica scelta dignitosa che ci resta: smetto, almeno io, di alimentare questo horror pleni, e ascolto la voce di Heiner Müller che chiede di lavorare alacremente per l’invenzione, o la re-invenzione, del silenzio.”

Io avrei solo da chiederle una semplice cosa: (ma lei ha chiuso i commenti da molto tempo perchè è una snob del cazzo, come già ho avuto modo di dirle in passato) “chi sarebbe la persona o il metro di giudizio che dovrebbe decidere come sfoltire i troppi libri pubblicati e i troppi blog presenti per rendere l’horror pleni a lei più gradevole?”

Questa idea di sfoltimento millantata da questa pazza (ma come lei ce ne sono altri in giro per il web che pensano la stessa cosa) mi fa davvero cagare addosso, questa idea di sfoltire, per dirla con le sue parole, il 99% di questo Scrivere-In-Pubblico regolato da un pressappochismo delirante, pressappochismo che è ben accetto e incoraggiato perché livella tutto al punto più basso.

Ma chi cazzo sei te per dire questo? chi cazzo siamo noi per giudicare gli altri? Su internet non vige nessuna legge. E questo è fantastico. Le parole di queste persone (e anche le mie), possono valere niente, come possono valere tanto.

Ribadisco il mio pensiero, l’ho già scritto ma lo ribadisco perchè per me è importante:

Purtroppo finchè non si capirà che internet è un posto libero (nel bene e nel male) ed un posto la cui grandezza è data dal fatto che è un posto libero (nel bene e nel male) non ci sarà discusione possibile.

La genialità e la grandezza di questo potente mezzo è data dalla sua totale libertà.

Non credo e mai crederò nella necessità di controlli di questo potente mezzo, anche quando è usato per motivi malefici, non perchè io sia a favore di questi, ma perchè è il prezzo da pagare per la sua libertà.

Io non mi illudo che qualcuno capirà finalmente questo mio pensiero che dovrebbe essere (e lo dico forse peccando di presunzione), l’unica regola di internet e porre fine a tutte queste sfilate di cretinate che ogni tanto si leggono.

Lascerò questo post abbastanza giorni in bella vista in modo che abbiate il tempo di leggerlo per bene e di riflettere… io me ne vado per un po’ lontana da tutte queste stronzate…

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12 Risposte to "[non so che titolo dare, vi chiedo solo di leggerlo -ma fino in fondo- altrimenti non ha senso e qualsiasi commento lascerete sarà off-topic e stavolta, a malincuore, lo cancellerò]"

martina. mi dispiace che tu abbia frainteso al 100% il significato del mio piccolo post e, di conseguenza, che tu abbia scomodato parole eccessivamente ringhiose (e fuori luogo) come “patetico” e “moralizzatore”. non so, e a questo punto neanche m’interessa sapere, se il fraintendimento deriva da una tua lettura superficiale, da un tuo radicato pregiudizio (noi che “scriviamo solo cazzate” non possiamo usufruire della libertà d’espressione che tanto invochi nel temino?), da un tuo livore personale o, magari, soltanto dalla mia incapacità di risultare chiaro. so, e mi basta sapere, che il manicheismo da ginnasiali imbronciati già mi annoiava a morte quando al ginnasio ci andavo io.

[tra parentesi: non noti per caso un minuscolo – minuscolo, eh? – corto circuito fra il tuo epico inno libertario e la tua goffa dichiarazione di “censura preventiva” sui commenti?]

Vedi trenta in realtà il problema è che io non ce l’ho con te, nè con gli altri citati nel post. E’ chiaro che tutti abbiamo la libertà di scrivere quello che ci pare. Ma quello che voglio spiegare io qui (e tu secondo me hai letto solo la prima parte che interessava te quindi non sai come continua il post altrimenti non te la prenderesti tanto) è che qualsiasi tipo di polemica riferita ad un ipotetico controllo e classificazione di internet (che sia il “pisellometro”, il decreto legge o lo sfoltimento del numero dei blog) è assolutamente ridicola, fuori luogo e inutile su un mezzo LIBERO come internet.
Non è un attacco personale a voi, voi siete gli esempi che io ho portato perchè vi leggo, ma come voi avrei potuto citarne milioni altri a caso.
PS. Se il termine ginnasiale era riferito a me, ti sei sbagliato di una decina d’anni… per il termine imbronciato poi non ne parliamo…

La censura preventiva c’è perchè il post è lungo e c’è stato qualcuno che ieri ha lasciato un commento assolutamente fuori luogo, perchè forse aveva letto solo le prime tre righe! Quindi, in seguito a questo commento, ho avvisato che li avrei cancellati perchè in questo caso, e solo in questo caso, gradirei che chi mi lascia un commento capisca effettivamente il mio discorso, leggendolo tutto.
Questa è la prima e sarà l’ultima eccezione che confermerà la regola.

no. ti sbagli, martina: il post l’ho letto da cima a fondo (io, ciò che leggo, lo leggo sempre da cima a fondo, sia per consuetudine personale sia per deformazione professionale). chiarito questo: io ti credo, quando dici che “il problema che tu hai non ce l’hai con me”, però, abbi pazienza, quando mi vengono recapitate parole come “patetico” o “moralizzatore” tendo a non sentirmi particolarmente lusingato. la trovi una reazione bizzarra, sì?

No e ti chiedo scusa, ma forse ieri ero un po’ troppo nervosa e mi sono sfogata su questo discorso, scrivendo troppe parolacce e paroloni.
Cercherò di correggermi, almeno su di te che mi hai fatto la cortesia di chiarire la tua posizione.

non stavo assolutamente andando a caccia delle tue scuse, che comunque accetto con piacere, ma sentivo il bisogno di affrontare (approfondire) la “discussione”. questo sì. e sono contento che tu l’abbia capito.

trenta: ora il post è più chiaro, o meglio è più chiaro che il mio discorso, fatto sul tuo post, è un esempio e non un attacco personale a te.

Noaltri: Figurati per la lunghezza, anzi grazie per l’intervento ma io continuo a pensarla a modo mio e a pensare di avere ragione!! Sono una ferma sostenitrice delle leggi e non credo che un mondo in cui ognuno fa come gli pare possa essere un bel mondo. Lo so bene che la mia libertà finisce là dove inizia quella di qualcun altro ma sul mondo internet, nato come mondo libero, senza barriere culturali, religiose, politiche, etniche, geografiche, ecc, ecc… non credo sia possibile e pensabile nessuna possibilità di regolamentarlo e per me questo è un bene assoluto.
Men che meno riesco ad immaginare come, e secondo quale criterio (qualcuno è in grado di dirmelo?) *, si possa regolamentarlo e decidere chi può e chi non può utilizzarlo nel modo che preferisce. Mi sforzo di cercare di immaginarlo ma purtroppo non ci riesco, va al di là delle mie possibilità… o forse è il mio pensiero al di là di questa idea assurda!!

*La mia paura è che ci sia qualcuno che pensi di poter regolamentare questo mondo con regole culturali, politiche, religiose ecc, ecc… cioè proprio quelle regole che qui non esistono e che grazie alla loro inesistenza hanno permesso ad internet di diventare quello che è!

L’ho già detto ma lo ribadisco: la merda che c’è su internet non la condivido ma mi auguro che continui ad esserci per il semplice fatto che è il prezzo da pagare per poter continuare ad usufruire di questo mondo libero. Non è difficile da capire dai!!

complimenti martina!!!

newyorker: grazie davvero, finalmente qualcuno che mi capisce e che capisce soprattutto!!

ciao martina.
ho letto il tuo post ieri sera, ho letto il blog di babsi jones e di trentamalboro(andando a vedere questo “pisellometro”) e a quanto pare sono una delle poche all’oscuro di tutto questo meccanismo un po’ infernale.
ieri sera non ho commentato perchè ero perplessa..non volevo scriverti solo “sono allibita”..
ma davvero mi sento un po’ ingenua..ho iniziato a scrivere il blog su kataweb sentendolo davvero come un diario e persino lì sulla pagina princip. di kataweb dove c’era la classifica dei post/blog più letti non ho mai dato importanza ad una cosa del genere..ed ora vedo che c’è un tipo in paranoia per delle classifiche, link,catene di collegamenti..ma che cavolo, io leggo i blog che mi piacciono e ne aggiungo il collegamento sul blog perchè li leggo. semplicemente. possibile che anche qui si debbano portare i complessi e le frustrazioni del mondo reale, macchina gagliarda, popolarità, reti sociali ecc..
inoltre condivido pienamente con te l’importanza di tutelare la “democrazia” di fondo del web (l’unica che ci è rimasta, ahimé..) capace di dare la possibilità a chiunque di esprimersi, pur in un clima di rispetto ovviamente, e di far sì che chiunque acceda alle risorse che internet può offrira: leggere,ascoltare, capire, imparare, cazzeggiare, sentenziare e chi più ne ha più ne metta..senza ulteriori vincoli POLITICI, ECONOMICI, di CONTROLLO e di GESTIONE PRIVATIZZATA.
e qui si aprirebbero milioni di sipari…

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