Buongiornomartina.

Archive for novembre 2007

Stamattina ho deciso di smettere di fumare… Però l’ho deciso non dopo una sigaretta (dicendomi che quella sarebbe stata l’ultima), l’ho deciso e basta e ho ancora un pacchetto pieno.

Sento che non sarà facile…

Ma stamattina sono stata 3 ore in macchina con una persona che fumava così tanto che io fumatrice (anche se avevo deciso di smettere stamattina alle 6.30 cioè un paio d’ore prima) ne ero disgustata…

E’ stata la conferma che non voglio ricascarci…

*

Posted on: 20 novembre, 2007

[…]
A volte una soluzione sembra plausibile solo in questo modo: sognando. Forse perché la ragione è pavida, non riesce a riempire i vuoi fra le cose, a stabilire la completezza, che è una forma di semplicità, preferisce una complicazione piena di buchi, e allora la volontà affida la soluzione al sogno.
[…]
La vita è un appuntamento, lo so di dire una banalità Monsieur, solo che noi non sappiamo mai il quando, il chi, il come, il dove. E allora uno pensa: se avessi detto questo invece di quello, o quello invece di questo, se mi fossi alzato tardi invece che presto, o presto invece che tardi, oggi sarei impercettibilmente differente, e forse tutto il mondo sarebbe impercettibilmente differente. O sarebbe lo stesso e io non potrei saperlo.
[…]
Ma poi perché a lei interessano i rebus, ha la passione dell’enigmistica o è solo la curiosità sterile di chi osserva la vita altrui?
Un appuntamento è un viaggio, anche questa è una banalità, mi riferisco alla vita, naturalmente, chissà quante volte è stato detto; e poi nel grande viaggio si fanno dei viaggi, sono i nostri piccoli percorsi insignificanti sulla crosta di questo pianeta che a sua volta viaggia, ma verso dove? E’ tutto un rebus, le sembrerò un maniaco.
[…]
divertiamoci e stiamo allegri, la vita è un dono che bisogna saper godere, non facciamo come le vergini stolte.
[…]
Prosegui, disse, lo so che stiamo facendo un percorso assurdo, ma forse è tutto assurdo, e io ho le mie buone ragioni.
[…]
Sa, a volte quando si è bevuto un po’, la realtà si semplifica, si saltano i vuoti fra le cose, tutto sembra combaciare e uno dice: ci sono. Come nei sogni.
Ma a lei perché interessano le storie altrui? Anche lei deve essere incapace di riempire i vuoti fra le cose. Non le sono sufficienti i suoi propri sogni?

 

(Tratto da: Antonio Tabucchi, Piccoli equivoci senza importanza, Rebus)

 

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Chiudi gli occhi e credi solo a ciò che vedi dentro…

Sabato e Domenica scorsi ho fatto il vertice di triangoli… triangoli irregolari e io ero una delle tre punte, più o meno lontana dagli altri 2 vertici.

I triangoli in realtà erano 2, uno composto da tre donne (e io una di queste) e l’altro composto da due donne e un uomo (io una delle due donne). Ovviamente il secondo triangolo era più fastidioso, ma anche il primo non scherzava.

Fatto sta che ora sono un po’ scocciata ma felice.

Passare 2 terzi di una festa bellissima con il festeggiato che stava male per il troppo alcool nelle vene, accudirlo e farlo addormentare in macchina non ha prezzo… in quel momento io e lui eravano i due vertici più vicini… e la terza vertice abbastanza lontana da non vederla neppure all’orizzonte!

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Il rimpianto è retto
da leggi matematiche concrete che assicurano e rassicurano
che avere trent’anni e rimpiangere i dieci
che averne quaranta e pensare ai venti
sprigionati dalle tue grandi mani
è normale, direi quasi banale, direi quasi retorico ma essenziale.

Un professore tedesco col nome impronunciabile
ci aggiungerà le X
ci aggiungerà le altre mille incognite
che altro non sono
che le mille e mille volte in cui avremmo potuto cambiare il corso degli eventi
e gli eventi ventimila, appunto, hanno cambiato me
hanno cambiato anche te.

Abbiamo scelto strade diametralmente opposte
ma ci hanno assicurato che il mondo è tondo
e ci rincontreremo e ci riconosceremo perchè
avrai scelto ancora la tua camicia nera
la stessa che indossavi quello strano pomeriggio di settembre seduta in quel caffè
tu che parlavi e io sorseggiavo te.

Ora provate a contare insieme a noi
i giorni gli anni e i mesi e le ore perse dietro a lei
che non degnava il nostro sguardo di alcuno sguardo
Ora a novant’ anni capisco perchè:
i sui occhi erano verdi, i miei erano blu
magra consolazione ma non ne conosco più.

Sono vecchio e malato ma prima di morire
vi chiedo soltanto un’ultima cortesia
che sulla mia tomba sia lasciata una X
non tanto, non solo, perchè sono stato
un signor nessuno per tante, fin troppe stagioni
ma perchè voglio aiutare i professori del rimpianto.
Porta una X, un’incognita di me.

(Venti – Piccola Compagnia Instabile)

non parli piu’

in fondo c’era poco da dire

non parlerai piu’

perfetto il giorno muore

non ridi piu’

in fondo c’era poco da ridere… 

dio mi tiene giu’, dio mi preme giu’…

finche’ c’eri tu…


DICO QUEL CHE PENSO E FACCIO QUELLO CHE DICO L'AZIONE E' IMPORTANTE, SIAMO UOMINI TROPPO DISTRATTI DA COSE CHE RIGUARDANO VITE E FANTASMI FUTURI MA IL FUTURO E' TOCCARE, MANGIARE, TOSSIRE, AMMALARSI D'AMORE...

Movimento Ammazzateci Tutti

Noi siamo sangue del tuo sangue!

immag000.jpg Grazie Danilo!

Rainer Maria Rilke

Sii paziente verso tutto ciò che è irrisolto nel tuo cuore e.../ cerca di amare le domande, che sono simili a/ stanze chiuse a chiave e a libri scritti in una lingua straniera./ Non cercare ora le risposte che non possono esserti date/ poiché non saresti capace di convivere con esse./ E il punto è vivere ogni cosa. Vivi le domande ora./ Forse ti sarà dato, senza che tu te ne accorga, di vivere fino al/ lontano giorno in cui avrai la risposta.

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